Punti di interesse

Il greto: un’enciclopedia geologica

Il greto della Brenta è una piccola enciclopedia geologica perchè il suo bacino abbraccia un’ampia gamma di montagne nelle quali esistono tutte le principali tipologie di rocce che l’acqua porta a valle.

Granito

È una roccia magmatica intrusiva: deriva cioè da un magma che si è solidificato in profondità perciò molto lentamente per cui si sono formati dei “granuli” (bianchi e neri) meglio detti MINERALI.

IMPORTANTE

Tutte le rocce sono costituite da minerali (anche se non sono sempre visibili come nel granito) e tutte le acque che scorrono attraverso i sassi sono perciò acque minerali (quindi anche quella del brenta e quelle delle nostre case!)

PROVENIENZA DEL GRANITO

Da Cima D’Asta (mt. 2847) monte del Trentino a Nord di Castel Tesino. Questi sassi vengono trasportati in Brenta dai torrenti: Maso, Grigno, Vanoi, Cismon.

CURIOSITÀ

Lo scontro geologico tra Africa ed Europa (ancora in atto) ha corrugato la crosta terrestre formando la Catena Alpina ed innalzando anche il granito che stava sotto strati di 4-5 Km di rocce. Queste nel lentissimo innalzamento (milioni di anni) si sono rotte e i corsi d’acqua le hanno trasportate giù a formare la nostra pianura.
Così il granito, avendo perso le “coperte” di rocce soprastanti si trova ora all’aperto a quasi 3000 mt di altezza.

Porfidi

Se il magma invece di ristagnare in profondità (originando i graniti) raggiunge la superficie terrestre dà luogo ai PORFIDI.
E un magma altamente vischioso che è stato spinto in superficie da enormi pressioni gassose.
Se ci passate il paragone è un “minestrone di fagioli molto denso”.
Se prevalgono i fagioli assume un colore bruno -rosso – violaceo (per il colore rossastro era la roccia simbolo degli imperatori romani).
Se invece prevalgono le “verdure” il colore è grigio-verde. “Fagioli e verdure” sono minerali di ferro, magnesio…
Si può notare in questi sassi che il raffreddamento veloce del magma non ha dato origine a minerali di dimensioni uniformi come nel granito ma ad una pasta colorata con qualche cristallo: questa struttura viene detta porfirica.

PROVENIENZA

dalla catena dei LAGORAI (una serie allineata di monti con cime tra i 2300 e i 2700 mt.) che partendo da Pergine, Pinè (Valsugana vicino a Trento) arriva al P. Rolle. Queste antichissime eruzioni vulcaniche (270 milioni di anni) interessano però una zona più vasta del Bacino del Brenta spingendosi oltre Bolzano.

Basalto

Ad un’attenta osservazione non sfuggono questi sassi neri trasportati dal SILAN e dal LONGHELLA che sono corsi d’acqua a regime torrentizio che si originano nelle colline di Valrovina di Vallonara e Crosara.

Sono sassi di BASALTO che è lo stesso magma dell’ETNA e di tanti altri piccoli vulcani (di circa 25 milioni di anni fa) che troviamo dal Bassanese fino al GARDA. A volte erano vulcani sottomarini ed il magma, per rapido raffreddamento con l’acqua, ha assunto forme di pilastri a sezione esagonale, pentagonale…
Tale magma è molto più fluido di quello dei porfidi (è una minestrina in brodo rispetto al denso minestrone di fagioli).

Il BASALTO è la roccia più diffusa della crosta terrestre: costituisce il fondo di tutti gli oceani e qualche volta emerge come isole vulcaniche: ISLANDA, AZZORRE, HAWAY …
È anche la roccia più diffusa su Marte e sulla Luna. Essendo la più diffusa costerebbe poco ma in edilizia viene raramente usata perché è … brutta e nera! La possiamo osservare però nelle colline di Marostica, Breganze … nei muretti di sostegno mista al bianco calcare, e nelle massicciate delle ferrovie.

Filladi quarzifere

Granito, porfido e basalto sono rocce IGNEE (origine) e SILICATICHE (composizione chimica).

Il granito di Cima d’Asta ha avuto origine da un magma che nella sua risalita verso la superficie si è sistemato in enormi sacche (PLUTONI) in mezzo a rocce antichissime che stanno alla base delle Dolomiti e sono metamorfiche.

Si chiamano FILLADI QUARZIFERE e sono rocce che, sottoposte ad enormi pressioni e scivolamenti durante un corrugamento precedente al corrugamento alpino (detto ERCINICO e di circa 300 milioni di anni fa) hanno modificato la loro struttura cristallina e si presentano ora sotto forma scistosa (a scaglie) di colore grigio-argenteo scuro.

PROVENIENZA

Il torrente Cismon ed il suo tributario Vanoi le trasportano fino al BRENTA dalla Caoria, e dalla Tognola. Si possono osservare lungo la strada che dal Primiero sale a S. Martino di Castrozza.

Rosso ammonitico

Invece di chiamarlo MARMO ROSSO di VERONA o ROSSO ASIAGO viene preferita questa denominazione per la presenza di caratteristici fossili chiamati AMMONITI. Erano delle lumache vissute in tutti i mari aperti e profondi della terra ed estintesi, come i dinosauri, circa 65-70 milioni di anni fa.

PROVENIENZA

Dal Grappa e dall’Altipiano di Asiago le cui cave si trovano a 1000 mt s.l.m. (ma quando si depositavano i fanghi con i gusci delle ammoniti erano fondali marini di almeno 1000 mt. di profondità).

DA RICORDARE

I marmi sono calcari compatti
(non porosi) che spesso hanno subito metamorfosi (hanno cambiato struttura cristallina) a causa di forti pressioni o alte temperature.

Biancone (o maiolica)

È un calcare marnoso (cioè con tracce di argilla) con grana minutissima derivato dal consolidamento di un fango costituito da gusci di organismi e da granuli di carbonato di calcio (CaCO3): gusci e granuli di dimensioni microscopiche.

Il fatto che la grana sia finissima fa si che il BIANCONE presenti queste rotture che sono tipiche di un calcare durissimo chiamato marmo. Come il Rosso Ammonitico anche il Biancone è indice di mare aperto e profondo e lo troviamo in tutte le prealpi dal lago Maggiore al Friuli (ad esempio è la roccia di Cima Grappa su cui sorge l’ossario omonimo).

È facilmente riconoscibile in montagna perché si presenta in pacchi di straterelli bianchi a volte con caratteristiche pieghe ( Pradipaldo).
Spesso nel bianco calcare del Biancone sono incluse queste lenti di quarzo rosso, grigio, nero … che, come abbiamo detto, sono minerali del Silicio.

Calcare poroso

Anche i ciottoli da cui si ricava la calce sono sostanzialmente composti da carbonato di calcio, cioè da calcare. Anch’essi provengono perlopiù dalle zone dell’Altopiano di Asiago e del Grappa e venivano selezionati dai carrettieri per la porosità che ne caratterizzava la superficie.

Questa caratteristica costituiva un vantaggio durante la cottura nella fornace perchè ne facilitava il riscaldamento e la carbonatazione.

Durante il processo di cottura i sassi raccolti nel letto della Brenta, (carbonato di calcio) sottoposti a una prefissata quantità di calore (900° C) diventavano incandescenti e si trasformavano in ossido di calcio (calce viva) liberando anidride carbonica, perdendo quasi il 40% del loro peso.

Con la successiva bagnatura i ciottoli cotti si trasformavano in calce spenta rilasciando una grande quantità di calore.

Prima di essere utilizzata la calce viene “stagionata” in apposite vasche, mentre un tempo, veniva bagnata direttamente nel cantiere, in una fossa scavata a terra e chiamata “busa dea calsìna” che poi veniva ricoperta di sabbia e lasciata a stagionare anche per mesi, per evitare che i frammenti non completamente bagnati si gonfiassero all’interno dell’intonaco e causassero delle crepe superficiali chiamate “s-cioparoli”.

Approfondimento

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